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FAQ


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Come devo comportarmi subito dopo aver subito un intervento chirurgico?
Dopo aver subito un intervento chirurgico all’interno del cavo orale dovete seguire alcuni accorgimenti fondamentali che possono migliorare notevolmente la vostra qualità di vita:

Applicate impacchi di ghiaccio sulla guancia della zona interessata, l’applicazione di ghiaccio dovrebbe esser mantenuta per 15 minuti consecutivi e poi fondamentale lasciar trascorrere 15/20 minuti tra un applicazione e l’altra.(J.Perio.2007;78(5):790-800).

Assumere un farmaco antidolorifico, possibilmente prima che passi l’effetto dell’anestesia.Evitando di assumere aspirina o farmaci simili.

Evitare di sciacquare la bocca per le due/tre ore successive all’intervento.
Non traumatizzare la zona dell’intervento con l’assunzione di cibi duri, evitando anche le gomme da masticare.

Non assumere sostanze calde ne liquide ne solide per almeno 24 h dopo l’intervento.

Evitare ASSOLUTAMENTE di fumare per almeno tre giorni.

Non traumatizzare la zone con le tradizionali manovre di igiene orale (spazzolino,filo interdentale e scovolini) ma utilizzare un collutorio a base di clorexidina per sciacquare e mantenere detersa la zona interessata.

Utilizzare 2/3 cuscini per coricarsi la prima notte dopo l’intervento per lenire l’eventuale dolore pulsante che si può presentare nella zona interessata.

Nel caso di interventi chirurgici importanti ( implantari o rigenerativi) astenersi dal praticare attivitĂ  fisiche o sportive pesanti per almeno 48 h.

PER QUALSIASI ULTERIORE CHIARIMENTO NON ESITATE A CONTATTARCI, SIAMO A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE.
Che cos'e' la diga di gomma?
E' un foglio sottile di gomma che viene usato per l'isolamento del campo operatorio.

Fu il dottor Barnum (USA) ad idearlo nel lontano 1864. In molte situazioni cliniche e' di valido aiuto in quanto evita che la saliva venga a contatto con i denti ed i materiali di restauro usati dal dentista.
Tramite l'uso di una "pinza foradiga" sul foglio di gomma vengono praticati dei fori all'interno dei quali vengono fatti passare i denti da trattare. Il foglio viene poi bloccato in posizione tramite anelli specifici (uncini) e legature.

Un telaietto specifico metallico o in plastica viene poi usato per mantenere tesa la diga a contatto della bocca del paziente. Il questo modo, gli elementi dentari trattati, sono assolutamente isolati dall'ambiente orale, i materiali usati non subiscono l'effetto deleterio dell'umiditĂ  e le cavitĂ  possono essere disinfettate a dovere.
Come e quando devo utilizzare il filo interdentale?
Unitamente allo spazzolino e' alla base dell'igiene orale a casa. Molte persone, purtroppo, per pigrizia non adottano questa metodica per la pulizia dei propri denti. Ci sono spazi interdentali che sono difficili da raggiungere con lo spazzolino e che solo grazie al filo possono essere adeguatamente detersi.



Consigli utili per l'utilizzo del filo interdentale:

1) tagliare circa 50 cm di filo ed avvolgere l'estremitĂ ' intorno al dito medio tenendo circa 3 cm di filo teso fra gli indici;

2) usare il pollice come guida per la pulizia dei denti superiori e i due indici per i denti inferiori;

3) curvare il filo a C e farlo scivolare dolcemente nello spazio interdentale senza premere sulle gengive;

4) passare alla parete vicina e ripetere lo stesso movimento;

5) ripetere questa operazione su tutti i denti, non dimenticando quelli posteriori.

L'industria farmaceutica ha messo in commercio decine di tipi diversi di filo, piu' o meno lunghi, di diverso spessore cerati o non cerati, contattandoci saremo in grado di segnalarvi quale puo essere indicato per la vostra situazione.
E’ vero che il sanguinamento gengivale può creare problemi?
Il sanguinamento delle gengive e' una spia molto importante.
Esso e' dovuto semplicemente all'accumulo della placca batterica e di tartaro causato da un'igiene orale non corretta.
L'abitudine e l'istruzione allo spazzolamento frequente ed accurato, l'uso del filo interdentale e dello spazzolino interprossimale (Scovolino) risolvono in molti casi tale problema.
In caso di persistenza e' bene affidarsi all'opera dello specialista affinché venga formulata una diagnosi corretta. Il semplice sanguinamento infatti, e' spesso il primo segno di una patologia parodontale in atto (piorrea) ed e' pertanto molto importante che non venga sottovalutato, spesso causa riassorbimento osseo e perdita dell’elemento dentale.
Cosa si intende quando si parla di piorrea?
Piorrea e' un termine che si usa comunemente per descrivere i sintomi della malattia parodontale: sanguinamento gengivale, a volte dolore gonfiore con ascessi e nelle fasi avanzate mobilita' e graduale perdita dei denti.

Queste manifestazioni che hanno una frequente componente di familiarita' a volte possono accompagnare importanti malattie sistemiche (diabete).

Oggi e' possibile con le moderne terapie e un controllo frequente e scrupoloso dell'igiene orale rallentare e spesso arrestare tale patologia.
La terapia consiste nell'ablazione del tartaro e courettage periodici nei casi lievi, mentre si puo' intervenire chirurgicamente con interventi a lembo e rigenerazione ossea guidata con innesti ossei e membrane nelle situazioni di maggiore compromissione.
Normalmente e' molto importante una corretta diagnosi ed il controllo continuo e costante dell'evolvere della malattia.
Quando vanno tolti i denti del giudizio?
Gli ottavi (o denti del giudizio) sono gli ultimi denti in ordine di tempo, ad erompere nelle arcate dentarie, ecco perche' spesso non trovano lo spazio necessario per uscire correttamente in quanto tale spazio e' gia' occupato dagli altri denti gia' presenti in arcata.
Oggi sappiamo che cio' avviene anche perche', con il passare del tempo, generazione dopo generazione le arcate mascellari hanno diminuito le loro dimensioni rispetto ai nostri antenati che necessitavano di un organo masticatorio molto piu' potente e grande per masticare cibi molto meno sofisticati dei nostri.
Ecco perche' spesso i denti del giudizio escono inclinati, parzialmente, o addirittura rimangono inclusi nell'interno delle ossa mascellari per tutta la vita.
Se non danno problemi non c'e' nessuna ragione di estrarli.
Vanno comunque controllati periodicamente per essere certi che non stanno creando danni ai denti vicini o alle arcate mascellari che li ospitano.
Ho paura di sentire dolore perchè a volte l'anestesia non prende bene. Può succedere?
Ogni individo reagisce in maniera differente e personale agli anestetici come del resto a qualsiasi farmaco.

Per alcune persone puo' essere sufficiente una dose minima di anestetico, per altre invece e' necessaria una dose molto maggiore. Inoltre la sensibilita' dentaria varia molto da persona a persona.

Ci sono effettivamente alcuni soggetti che presentano una certa refrattarieta' nei confronti degli effetti degli anestetici dentari. Cio' accade peraltro abbastanza raramente ed, in ogni caso, si riesce sempre con un po' di pazienza, a trovare l'anestetico adatto al caso specifico.
La mia protesi non sta ferma. Cosa posso fare?
Pultroppo, frequentemente, nei portatori di protesi mobile uno dei maggiori disagi che si verificano e' la mancanza di stabilita' soprattutto a carico dell'arcata inferiore. Bordaggi, ribasamenti, applicazione di paste adesive sono tutte soluzioni che parzialmente risolvono questo problema. Da una parte l'esiguita' della superficie accentuata dal riassorbimento dell 'osso alveolare, dall'altra la presenza della lingua fanno si che la protesi inferiore sia sempre poco ferma.

Una soluzione ottima in questi casi ci viene fornita dall'impiantologia.

E' sufficente inserire due viti nella mandibola nelle regioni canine e applicare su di esse due attacchi speciali, ancore, a bottone automatico. Sulla protesi inferiore vengono predisposte le "femmine" attacchi corrispondenti . In questa maniera la protesi rimane ancorata stabilmente su due punti della mandibola, non provocando piu' ne' i fastidiosi decubiti, ne' quella spiacevole mobilita' che impedisce una corretta masticazione e da' tanto disagio al portatore in tutte le occasioni di socializzazione.
Durante le cure rimarrò senza denti?
Quando si eseguono terapie estrattive, protesiche o implantari che siano, non si lasciano mai i pazienti senza denti.

Vengono sempre confezionate delle protesi provvisorie che consentono il rispetto dell'estetica e della privacy del paziente.

Questo, d'altra parte, e' una esigenza elementare per chiunque svolga una normale vita di relazione.
Cosa sono le faccette e come possono migliorare il mio sorriso?
Le faccette sono dei sottili gusci di ceramica o di altro materiale dello stesso colore dei denti naturali, che vengono cementate sui denti anteriori, e ne ricoprono la parte rontale. Esse vengono costruite in ambiente extraorale, eseguendo un impronta di precisione dopo aver preparato i denti.

Le faccette possono esser fatte per:
- Mascherare spazi fra i denti (diastemi), macchie dei denti, difetti dello smalto.
- Correggere leggere irregolaritĂ  di forma e dimensione del sorriso.
- Rivestire denti anteriori scheggiati o usurati.

Le faccette possono essere costruite in ceramica o materiali compositi, il materiale sarĂ  scelto in base alle esigenze estetiche e funzionali del caso. Le faccette in ceramica hanno aspetto molto simile a quello dei denti naturali e mantengono nel tempo colore e lucentezza iniziali. Il colore viene scelto dal clinico e verificato insieme al tecnico di laboratorio in base a quello degli altri denti presenti in bocca.
Quanto durerĂ  lo sbiancamento?
La durata del vostro risultato dipende essenzialmente da voi. Potrebbe essere definitivo.

Praticate una buona igiene orale e spazzolatevi normalmente, specialmente dopo aver consumato cibi o bevande che macchiano, ed il vostro risultato potrebbe durare molti anni.

Se usate sostanze macchianti quali caffè, tabacco e vino rosso potreste doler ricorrere a ritocchi periodici di uno o due giorni ogni paio d'anni.

Esiste qualche effetto collaterale nel trattamento sbiancante?
Nel corso della procedura di sbiancamento un minimo numero di persone potrebbe provare un aumento della sensibilitĂ  verso il caldo o il freddo.

Ciò è temporaneo e può essere trattato con ibuprofen, o un prodotto analogo consigliato dal dentista.

La sensibilitĂ  solitamente recede entro le prime 48 ore dal completamento della procedura di sbiancamento.

Quanto dureranno gli impianti?
Non c'è un limite alla loro durata.

I primi impianti dentali risalgono a oltre trenta anni fa e la maggior parte sono tuttora perfettamente funzionanti.
Quali sono i vantaggi che mi fanno decidere per l'utilizzo di un impianto?
Funzionalmente ed esteticamente si comporta come un dente naturale.

Sostituisce una radice mancante evitando di limare i denti vicini.

Preserva l'osso circostante.

E' di facile igiene domiciliare.
Esiste la possibilitĂ  di rigetto dell'impianto?
No.

Gli impianti di titanio sono assolutamente biocompatibili.

Per intenderci sono gli stessi materiali, anche se modificati per l'uso nella cavitĂ  orale, che da circa mezzo secolo sono utilizzati nelle protesi d'anca per gli anziani.

E' possibile invece la non integrazione ossea dell'impianto, oppure la perdita d'integrazione e quindi la sua mobilitĂ .
E' importante avere cura degli impianti?
Si!

Solo una perfetta cura degli impianti ne assicurerĂ  una durata nel tempo!

La struttura ossea peri-implantare non possiede quel sofisticato meccanismo di controllo nervoso caratteristico dell’elemento dentale, che spesso causa forti dolori al paziente, ma svolge la fondamentale funzione di segnalarci problemi al dente.

Il mantenimento di una protesi implantare viene effettuata con una corretta igiene orale quotidiana e con dei periodici controlli dallo specialista.